HARP - Liberato dalla frana (one shot)

Archiviato in: Giocate occasionaliIlMaster | 1 novembre 2009 @ 11:40 (Views: 21)

Liberato dalla frana

Il drow ranger Alefar, il deva mago Ilion e l’elfo paladino Elar hanno dato per giorni la caccia ad un gruppo di orchi. Dopo averli raggiunti e passati a fil di lama, hanno deciso di prendersi un po’ di meritato riposo nel vicino paese di Roveto Gemente.

Arrivati nei pressi del paese notano che molte case sono danneggiate: hanno alcune pareti crollate o sono senza tetto. Il danno sembra essere recente ma non troppo, alcuni blocchi di pietra e legno sono già stati messi da parte e il passaggio per le strade è stato liberato.

Arrivano alla locanda del Cinghiale Raffinato. Il locandiere li fa accomodare e prende le ordinazioni, hanno tutti fame e soprattutto sete, quindi sparisce in cucina. Ad un tavolo della locanda ci sono tre uomini vestiti con abiti semplici e dall’aspetto imponente, stanno parlottando fra di loro e lanciano occhiate ai tre nuovi arrivati. Alefar, Ilion e Elar tentano di ascoltare quello che gli uomini si dicono ma tutto quello che riescono a capire è che sono abbastanza stupiti di vederli da quelle parti.

Arriva il locandiere con le cose da mangiare e gli avventurieri chiedono cosa sia successo alle case. Il locandiere risponde dicendo che due settimane prima c’è stato un brusco terremoto che ha distrutto moltre costruzioni di Roveto Gemente e gli avventurieri annuiscono ricordando di aver sentito anche loro qualche leggera scossa e loro erano molto distanti dal paese due settimane prima. I tre si offrono per dare una mano e il locandiere, ringraziando, dice che al momento il paese ha bisogno di legna e ha sentito che ci sono stati dei problemi proprio nel bosco, però non sa dire nulla di più.

Quando il locandiere si allontana dal tavolo, i tre uomini si alzano e chiedono agli avventurieri se possono sedersi con loro. Il più alto e robusto dei tre comincia a parlare: sono dei boscaioli e raccontano ai pg che due giorni fa mentre stavano facendo legna nel bosco sono stati attaccati da un branco di lupi famelici. La cosa, a detta dei boscaioli, è molto strana poichè di solito i lupi se ne stanno molto all’interno del bosco e non si sono mai spinti così vicini ai loro insediamenti, il boscaiolo afferma che secondo lui li stavano cercando, erano lì proprio per loro.

Alefar chiede subito di quanto i boscaioli si siano spinti all’interno del bosco e quante possibilità ci sono che abbiano disturbato le loro tane, perchè in quel caso un attacco da parte dei lupi sarebbe stato più che giustificabile. L’uomo, anche se con qualche dubbio, risponde che questa possibilità è remota, perchè comunque il bosco è molto grande. Il boscaiolo aggiunge che avevano detto tutto a Lord Domingo e che questi aveva loro assicurato di mandare una squadra di cacciatori per cercare di capire cosa potesse aver irritato i lupi.

Gli avventurieri decidono di andare innanzitutto a parlare con Lord Domingo per vedere che misure ha preso. Si fanno indicare la strada e arrivano ad un palazzo, che si vede aver retto benissimo il terremoto, si fanno annuciare e parlano con Lord Domingo. Il Lord dice loro che ha già provveduto nella mattinata a mandare un gruppo di esperti cacciatori per cercare di individuare in che zona si trova la tane dei lupi che hanno evidentemente disturbato, così da poter continuare i lavori in un’altra zona. Lord Domingo guarda la clessidra e dice che, effettivamente, sarebbero già dovuti tornare da un po’.

Senza pensarci due volte gli avventurieri dicono che andranno a controllare e Lord Domingo affianca loro un uomo col compito di accompagnarli fino al limitare del bosco e poi tornare indietro.

Arrivati nei pressi del bosco vengono lasciati soli dall’uomo e s’incamminano lungo uno dei sentieri che i boscaioli hanno tracciato in mezzo agli albi per facilitare la raccolta della legna. Alefar scorge su alcuni alberi i segni lasciati dagli artigli di alcuni lupi. Andando avanti lungo il sentiero gli avventurieri arrivano in quello che dev’essere stato il luogo dell’attacco ai boscaioli da parte dei lupi. Sul terreno ci sono tantissime tracce tutte confuse e ci sono ancora dei segni di sangue rappreso sul terreno. I tre avventurieri cercano di individuare delle tracce più lineari, in modo da provare a seguirle ma non trovano nulla di che.

Ad un tratto Ilion, alzando lo sguardo, vede che sul sentiero, ad una quindicina di metri di distanza, c’è un lupo che li sta fissando. Il lupo ha un’aspetto profondamente denutrito e da come li guarda è chiaro che ha fame. Il lupo ulula e dagli alberi ai lati del sentiero sbucano, più silenziosi che mai, altri due lupi. Alefar lancia loro un pezzo di carne essiccata e i lupi si fiondano a sbranarla, ma questo non è decisamente bastato a saziarli, anzi ha solo fatto capire loro che adosso a quegli avventurieri c’è altro cibo.

I lupi scattano, ma compiono l’errore di rimanere uniti. Ilion, pronunciando qualche arcana parola, evoca una nube di elettricità che avvolge i tre lupi. Due dei lupi vengono fulminati sul posto e rimangono storditi, il terzo invece riesce a liberarsi dalla nube a scattare verso Alefar ma il suo tentativo di morderlo va a vuoto. Alefar, con le sue scimitarre, colpisce il lupo e Ilion gli spezza una spalla con una colpo di mazza. Il lupo è a terra sofferente e Alefar gli da il colpo di grazia. Degli altri due lupi uno riesce a riprendersi dalla botta e a scappare, l’altro a furia di venir attraversato da scariche di elettricità cade a terra morto.

Esaminando i cadaveri dei lupi è possibile vedere che hanno addosso delle ferite e in alcuni punti la loro pellicca è bruciata.

Gli avventurieri continuano lungo il sentiero finchè non arrivano alla fine. Lì, alla fine del sentiero, si accorgono che poco più in là, in mezzo agli alberi, ci sono degli zaini abbandonati, degli archi e delle faretre con delle frecce. La zona è stata senza dubbio scenario di un’asprissima battaglia, gli alberi sono spezzati e le rocce sono scheggiate: gli zaini e egli archi sono sicuramente proprietà dei cacciatori di Lord Domingo e la creatura con cui hanno combattuto sicuramente non era un lupo.

Elar si fionda subito su uno degli archi, è bravo ad usare gli archi, ma non ne ha uno appresso. Appena tocca l’arco sente una fortissima fitta alla mano e la pelle gli comincia a bruciare, lascia cadere l’arco e si accorge si è fatto una cicatrice sulla mano e adesso sente che anche il braccio gli si sta indolenzendo. Guardando l’arco da vicino si accorge che sembra esserci depositata sopra una strana patina verdastra, la stessa patina è presente in tutta la zona, sugli alberi, sugli zaini, sulle rocce e le conoscenze degli avventurieri dicono che non è certamente un acido naturale, sicuramente non sono spore di nessuna pianta, almeno di quelle che ci sono nella zona.

Decidono di seguire la scia di alberi distrutti, piegati o con i fogliame caduto. C’è qualcosa di molto strano in questo bosco, ci avevano fatto caso sin dall’inizio, ma adesso che erano proprio nel mezzo del bosco la faccenda si faceva inquietante: non c’erano animali di alcun genere, nè uccelli, nè scoiattoli, nè selvaggina di alcun genere.

Giungono così di fronte ad una grossa roccia. Su uno dei lati di questa roccia sembra che vi fossero ammassate delle pietre enormi, adesso però quelle pietre sono cadute e sono sparse per la zona. La caduta delle pietre ha lasciato libero un passsaggio nella roccia che si insinua sottoterra. Gli avventurieri deducono che il terremoto di qualche settimana prima deve aver smosso le pietre e liberato un passaggio da cui è uscito qualcosa, questo qualcosa è: grosso, velenoso, potente.

Elar accende la sua torcia e il gruppo scende nella caverna. Percorrono un lungo corridoio interamente al buio, quindi arrivano in una grande stanza circolare, molto alta e… piena di ossa. Accatastate su un lato ci sono ossa di tutti i tipi, ossa umane e ossa di animali, la creatura uscita da questa caverna doveva anche essere molto affamata. Nella stanza ci sono due uscite, Elar si avvicina con la torcia alla prima e illumina la stanza: un’altra grande stanza circolare, anche questa con delle ossa. Ma questa volta le ossa non sono accatastate, sono le immense ossa di una creatura che dev’essere morta lì. Basta una breve analisi per capire che si tratta delle ossa di un maestoso drago e Ilion, grazie alle sue conoscenze, può dire ai suoi compagni che quasi sicuramente si trattava di un drago verde.

Mentre Alefar e Elar continuano a guardare le ossa dell’enorme drago, Ilion continua a perlustrare la stanza e trova sul pavimento i resti di un uovo frantumato. Comunicata ad Alefar e a Elar la sua scoperta, i tre capiscono di essere in un bel guaio. Escono in fretta dalla stanza e prima di dirigersi verso l’uscita sbirciano cosa c’è nell’altra stanza: la luce della loro torcia viene amplificata da montagne di oro luccicante e gemme di ogni genere. Elar prende un arco fra i tesori, facendo ovviamente prima attenzione che non ci sia nulla di verde sopra.

I tre escono dalla caverna, non c’è alcuna traccia del drago in giro. Decidono quindi di tendergli un agguato e di attaccarlo dall’alto aspettandolo su uno degli alberi. Alefar e Elar salgono sull’albero senza problemi, mentre Ilion non ci riesce. I due allora gli tendono una corda e provano a tirarlo su, ma è troppo pesante, allora gridano ad Ilion di legarsi la corda al torso e di tenerla stretta. Anche loro si legano alla corda, poi si buttano giù, in modo da sfruttare il loro peso per tirarlo su. Ilion riesce così ad arrivare al ramo e ad aggrapparsi con le braccia, mentre i due sono ancora appesi alla corda.

In quel momento sentono un potente ruggito e il rumore di delle ali che sbattono. Sono così costretti a ricordarsi improvvisamente che stavano dando la caccia ad un drago verde.

Alefar crea un globo di oscurità per nascondersi con Elar, ma il drago fiuta l’aria e in pochi secondo individua la posizione dei due. Si fionda verso di loro e con un’artigliata spezza la corda. Alefar e Elar cadono giù: Alefar tenta di rotolare sulle braccia, ma prende una brutta botta alla spalla, Elar riesce a cadere senza farsi troppo male ma nel tentativo di ammortizzare ulteriormente la caduta prende un colpo alla spalla. Anche Ilion è chiamato ad una prova di forza per restare aggrappato al ramo, ma le sue forza non gli sono sufficienti e cade giù anche lui, fortunatamente con pochi danni.

I tre si alzano da terra. Il drago è lì di fronte a loro e comincia a gonfiare i polmoni per utilizzare la sua arma a soffio. Elar lo raggiunge e prova a colpirlo con la sua spada mentre è esposto agli attacchi, il colpo va a segno ma riesce a malapena a scalfire la corazza del drago. Ilion tenta di addormentare il drago con un incantesimo ma non c’è niente da fare, il drago si arrabbia ancora di più e rilascia sugli avventurieri il soffio. Una nuvola verde esce dalla bocca del drago: Elar sente un po’ di bruciore sotto la sua corazza, ma questa riesce tutto sommato a proteggere gran parte del corpo del paladino, Alefar riesce a gettarsi a terra e riceve soltanto qualche leggera ustione sulla schiena, Ilion invece viene beccato in pieno dal soffio e soltanto per grazia divina riesce a salvarsi e reagire.

Ilion, con rabbia, carica un dardo elettrico e lo scaglia contro il petto del drago, l’effetto è devastante e dal petto del drago comincia a scorrere un sangue verdastro. Il colpo intontisce il nemico che barcolla un po’. Elar e Alefar colgono l’occasione per attaccare il drago a raffica con le loro armi cercando di colpirlo nei punto dove è possibile intravedere dei varchi nella sua corazza naturale.

Alefar lo colpisce con due colpi precisi delle sue scimitarre alla giuntura fra la coscia e l’addome, il colpo affondato con la scimitarra acida sembra avere particolare effetto e penetra con forza nelle carni del nemico. Elar approfitta del momento e con un colpo secco infilza il drago lì dove il dardo di Ilion aveva già distrutto la corazza e spingendo con forza la sua spada arriva fino alla gola. Il drago cade a terra agonizzante e dopo una manciata di secondi muore.

Alefar taglia la testa del drago a colpi di scimitarre per portarla in paese e mostrarla a Lord Domingo. Poi il gruppo va a recuperare un po’ di tesori dalla caverna.

Mentre camminano verso l’uscita del bosco vedono che i lupi li stanno guardando ma non li attaccano. Arrivati all’uscita trovano Lord Domingo con delle guardie che corre incontro a loro dicendogli che stavano venendo a cercarli. Alefar mostra al Lord la testa del drago e spiega che il terremoto aveva liberato il drago che aveva mangiato tutto il cibo dei lupi, così che questi si erano dovuti spingere molto vicino agli insediamenti umani. Lord Domingo guardando il drago si lascia sfuggire il nome Akrazia e Elar capisce subito che si sta riferendo al dragone che hanno trovato morto. Lord Domingo racconta loro la storia di quel drago e dice che un tempo si comportava da tiranno e poi, grazie al cielo, un gruppo di valorosi avventurieri lo aveva chiuso all’interno della caverna.

Quella sera feste e balli furono organizzati in onore di Alefar, Ilion e Elar.

2 commenti

  1. Comment di IlMaster:

    Ok, direi che ve la siete cavata bene! Anche meglio di come pensavo!

    Ovviamente escludendo i giochetti con i pesi… probabilmente avrei dovuto sfruttare l’attacco del drago per incornarvi piuttosto che per tagliare la corda, sarebbe stato più divertente!

    Comunque, in questa prima giocata non si può dire che abbiamo giocato “secondo le regole”, anche perchè a posteriori mi sono accorto di aver fatto, io per primo, un botto di errori!

    È servita comunque a chiarirmi tutta una serie di cose e spero di far meglio nella prossima!

    Ciao

  2. Comment di Silvia:

    Non riuscivo a trovare il resconto perché ero loggata e non mi visualizzava nulla in home page.. O_o

    Comunque il giochetto dei pesi è stato splendido XD

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